We'll use the one thing we've got more of - that's our minds

Una Finlandese alle Hawaii

TRUE STORIES

- Silvia, te lo devo dire, sei uno schianto!
- Vedessi quello dell’altra macchina!

Comunque io stamani ho parlato con una, manifestando la mia volontà di abbandonare tutto per dedicare la mia vita ai gatti. Questa, che mi pareva una scaltra, mi ha dato il suo benestare. Poi sono tornata a casa e mia madre sbraitava, come sempre, inveendo contro la televisione e la chiusura dei manicomi. Chissà. 

Ché è certo tu sia quello sbagliato.
Sentissi come si fa corto il respiro quando non ci sei.

Non

Non mi sono mai sentita così brutta, come da quando ti ho conosciuto.
Non mi sono mai sentita così viva, come da quando ti ho incontrato.
E non so di che farmene ora.
Di tutto.
Del niente.
Non.

La stanchezza è una gattara triste che si morde la coda.

Auguri Tesoro!!!! geakaren

P.S.: Joey impalla proprio il 2! Il solito burlone!

Auguri Tesoro!!!! geakaren

P.S.: Joey impalla proprio il 2! Il solito burlone!

(Source: bigtimefriends123)

O…r. Senza “e” finale. Che se vivi a P. e nella fattispecie a V., è del tutto impossibile. E come ci si indispettiva tutti e due. Già dieci.Si potesse far ora di giocare alla vendaia, alla pensione, a disegnar con l’acqua. Inventarci oggetti. Costruire cose. Fare il giro lungo con la Uno. A chi sta più fermo con la bicicletta. Guardare Colombo e Derrick. Dio quanto sono stata fortunata. Mi pare di sentirlo l’odore buono di calcina. Mi manchi un monte.

Devo mettere benzina. Solo pezzi da 5. Ovviamente l’automatico è anziano e al solo assaggio del taglio nuovo grida “aborro” che nemmeno Mughini ai tempi d’oro. Un salto a Galciana dunque. Bellezza, me li dai due dindi vero!?? Certo. E sputa fuori pezzi da 50. E basta. Nel mio serbatoio stanno 35/40. E allora ditelo che non ce la possiamo fare.

A 50 metri da me un uomo di nazionalità cinese siede per terra e scatarra come se non ci fosse un domani. A 100 due nigeriane litigano spintonandosi. In lontananza musica di dubbio gusto proviene dalla sala prove. Io con una sedia, in strada, un libro in mano (e evidentemente anche un dispositivo mobile) arriccio il naso per il sole che a breve mi trasformerà nella Pimpa. Osservo la gatta che corre nel prato a zig zag. Cosa farei senza tutta questa decadenza.

Tra me e me.

È l’ultimo giorno di un mese breve, di un anno che sembra volare.
Quanto tempo è che non parliamo!?!
Non riesco nemmeno a ricordarlo.
È vero, adesso sono felice, nonostante tutto. Ho trovato un equilibrio. Sono ancora matta. Piango e rido insieme, a volte. E continuo a darti il buongiorno, ogni mattina.

Quando ero piccola mia nonna mi raccontava sempre una storia. La più triste e dolce allo stesso tempo. Giurava fosse vera al mille per mille. Se mi sveglio e all’improvviso ci penso, mi vengono ancora gli occhi lucidi. E ora come allora spero che sia tutto vero. Me ne resto lì con le gote umide e un sorriso stampato in faccia.

Fanculo a me stessa. Sono così stanca di essere me. Me bella. Me brutta. Bionda. Bruna. Un milione di fottuti rifacimenti che non fanno altro che lasciarmi intrappolata a essere me.
Chi ero prima dell’incidente adesso è solo una storia. Tutto prima di adesso, prima di adesso, prima di adesso è solo una storia che mi porto in giro. Credo che questo valga per chiunque al mondo. Quello di cui ho bisogno è una nuova storia su chi sono.
Quello di cui ho bisogno è fare una cazzata così grande da non riuscire a salvarmi.

Invisibile Monsters

Chuck Palanhiuk

(via themanwiththepinkfur)

Tutte le strade portano a perdersi me

Ci sono sere in cui ti fa tutto così cagare che rientrando ubriaca ti butti sul divano e stai lì, al buio, ad ascoltare la poggia. Ed è bellissimo. E ti senti un po’ felice comunque.

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