We'll use the one thing we've got more of - that's our minds

Una Finlandese alle Hawaii

O…r. Senza “e” finale. Che se vivi a P. e nella fattispecie a V., è del tutto impossibile. E come ci si indispettiva tutti e due. Già dieci.Si potesse far ora di giocare alla vendaia, alla pensione, a disegnar con l’acqua. Inventarci oggetti. Costruire cose. Fare il giro lungo con la Uno. A chi sta più fermo con la bicicletta. Guardare Colombo e Derrick. Dio quanto sono stata fortunata. Mi pare di sentirlo l’odore buono di calcina. Mi manchi un monte.

Devo mettere benzina. Solo pezzi da 5. Ovviamente l’automatico è anziano e al solo assaggio del taglio nuovo grida “aborro” che nemmeno Mughini ai tempi d’oro. Un salto a Galciana dunque. Bellezza, me li dai due dindi vero!?? Certo. E sputa fuori pezzi da 50. E basta. Nel mio serbatoio stanno 35/40. E allora ditelo che non ce la possiamo fare.

A 50 metri da me un uomo di nazionalità cinese siede per terra e scatarra come se non ci fosse un domani. A 100 due nigeriane litigano spintonandosi. In lontananza musica di dubbio gusto proviene dalla sala prove. Io con una sedia, in strada, un libro in mano (e evidentemente anche un dispositivo mobile) arriccio il naso per il sole che a breve mi trasformerà nella Pimpa. Osservo la gatta che corre nel prato a zig zag. Cosa farei senza tutta questa decadenza.

Tra me e me.

È l’ultimo giorno di un mese breve, di un anno che sembra volare.
Quanto tempo è che non parliamo!?!
Non riesco nemmeno a ricordarlo.
È vero, adesso sono felice, nonostante tutto. Ho trovato un equilibrio. Sono ancora matta. Piango e rido insieme, a volte. E continuo a darti il buongiorno, ogni mattina.

Quando ero piccola mia nonna mi raccontava sempre una storia. La più triste e dolce allo stesso tempo. Giurava fosse vera al mille per mille. Se mi sveglio e all’improvviso ci penso, mi vengono ancora gli occhi lucidi. E ora come allora spero che sia tutto vero. Me ne resto lì con le gote umide e un sorriso stampato in faccia.

Fanculo a me stessa. Sono così stanca di essere me. Me bella. Me brutta. Bionda. Bruna. Un milione di fottuti rifacimenti che non fanno altro che lasciarmi intrappolata a essere me.
Chi ero prima dell’incidente adesso è solo una storia. Tutto prima di adesso, prima di adesso, prima di adesso è solo una storia che mi porto in giro. Credo che questo valga per chiunque al mondo. Quello di cui ho bisogno è una nuova storia su chi sono.
Quello di cui ho bisogno è fare una cazzata così grande da non riuscire a salvarmi.

Invisibile Monsters

Chuck Palanhiuk

(via themanwiththepinkfur)

Tutte le strade portano a perdersi me

Ci sono sere in cui ti fa tutto così cagare che rientrando ubriaca ti butti sul divano e stai lì, al buio, ad ascoltare la poggia. Ed è bellissimo. E ti senti un po’ felice comunque.

Eppure…

… no, davvero. Credimi! Non sto proprio scherzando.
Eppure mi piacerebbe sapere com’è… cosa si prova ad essere felici un giorno intero.

Promemoria dei giorni contati.

Se avessi saputo di avere una scadenza nelle grazie di alcuni, nel corso della mia vita, avrei potuto agire diversamente.
Ma se il problema sono io e l’essere priva di architetture e finzioni… pace! Faccio spallucce e vado avanti.

But revenge is going to be so sweet We’re making a move, we’re making it now
We’re coming out of the side-lines
Just put your hands up, it’s a raid, yeah
We want your homes, we want your lives
We want the things you won’t allow us
We want use guns, we want use bombs
We’ll use the one thing we’ve got more of, that’s our minds Mis-Shapes, Pulp - 1995

(Source: sharksydoisters)

Sì, io un po’ la odio, perché ti ha portato via da me.
E le voglio bene, perché tu l’ami.
Il fatto è che tu sei la mia chiave di lettura e senza mi sento così confusa.
Ma che importa, tu non mi leggi.
Non sai neanche il mio nome.
E forse non lo so più nemmeno io.

Funeral Blues

quadricromie:

Stop all the clocks, cut off the telephone,

Prevent the dog from barking with a juicy bone.

Silence the pianos and with muffled drum

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Due sono i pensieri di questa giornata che volge al termine:

1) La mia vecchia macchina era semplice. Fari accesi, sempre. Si spegnevano con il quadro. Stop. Ventilatore fisico che attivavi inserendo lo spinotto nell’accendisigari. Radio accesa o spenta, mediante apposito pulsante. 

La mia nuova macchina è complessa. Seppure le voglia tantissimo bene (è la reincarnazione 2.0 della vecchia con potenziamento telepatico di radiazioni di Fukushima) è un marchingegno diabolico. 

Dunque, nel caso vi troviate davanti una macchina che segnala “sono un’idiota” in codice morse… il conducente potrei e sottolineo potrei essere io.

2) Tornando a casa ho incontrato due bambine vestite con il tutù lungo. Rivendico anche io il diritto ad essere un IPPOPOTAMOOOOOO!!!!

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